martedì 13 gennaio 2015

Proposta per pranzo (tautogramma con la P)

Passi preliminari per preparare pasti pratici però prelibati.
Primo punto: prendete padelle, pentole, posate pulite.
Prese?
Perfetto.
Procuratevi pasta per pastasciutta.
Possibilmente pappardelle.
Pesatele, per piacere. Predisponetevi per proporre porzioni piccole, perché parecchie persone – per preservare pance piatte, presumo – preferiscono pranzi proporzionati, poco pesanti.
Poi prendete prodotti proteci: panna, prosciutto, piselli.
Pronti?
Potete partire!

giovedì 18 dicembre 2014

Sdrammatizzare serve sempre (tautogramma in S)

 Sabato sei settembre, Samsa si scoprì sottosopra.
 Sdraiato sulla schiena sobbalzava, sgambettava senza spostarsi. Si stava spazientendo. Sebbene si sfiancasse stava saldo sullo stesso spazio.
 – Salvatemi! – strillò. – Sbrigatevi!
 Sua sorella seduta sulla sedia stava suonando. Si svagava sorridente, spensierata; smise subito sentendosi supplicare. Si sollevò, si spostò, si stoppò spaventata sulla soglia.
 – Soffochi? Sanguini?
 – Sorellina, – Samsa si svegliò, – sto sognando?
 – Sbagliato, sei supino semmai.
 – Sembro sempre… strano?
 – Semplicemente susciti schifo, – spiegava sua sorella, – sei stomachevole.
 – Sei stata scortese, – Samsa sospirava, – sono state scritte soltanto stupidaggini sugli scarafaggi. Siamo sensibili, sai? Sì, soprattutto se siamo schiacciati. Soffriamo sul serio.
 – Scusi, signore, – sua sorella sogghignava. – Siccome sono stupida, spesso sottovaluto simili sentimenti.
 – Sparisci, strega! – Samsa sconsolato sarebbe salito sul soffitto; si sarebbe scheletrito, sarebbe scappato sfruttando spiragli stretti sullo spigolo sinistro. – Sloggia, sgualdrina senza scrupoli!
 – Sei spassoso, – sua sorella sghignazzava. – Saresti simpaticissimo spiaccicato sulla strada, spappolato.
 – Smettila!
 – Suvvia, scherzavo.
 – Sicura?
 – Sdrammatizzare serve, sennò scoppiamo.
 – Senti, – sussurrò Samsa speranzoso, – sto scomodo steso supino.
 – Seppure sgradevole, – sentenziò sua sorella soccorrendolo, sistemandolo, – sarai sempre straordinario.

giovedì 6 novembre 2014

Agamennone amava assai (tautogramma in A)

Ateneo, autore antico, aspirava ad apparire audace; aveva abbozzato alcuni aneddoti amorosi, asserendo: «Agamennone amava Arginno.»1
Avventura ambigua, avendo avuto avvio allorché Agamennone avvistò appunto Arginno – allievo adolescente – avanzare attraverso acque agitate.
Arginno andava abitualmente ad allenarsi all’alba. Agamennone assai assorto assisteva agli affanni atletici.
Ahimè, Arginno affogò; Agamennone allora alzò altari attribuendoli ad Afrodite Argynnis.
Altri avvenimenti amorosi, abbastanza affermati, all’Atride associano addirittura Achille.
Agamennone aveva arraffato ad Achille aggeggi, arnesi, arredi; affronti ancora accettabili, antecedentemente all’atto arrogantissimo attinente all’ancella.
All’accampamento, Achille arrabbiandosi abbandonò armi, amici, alleati:
Arrangiatevi! – abbaiava. – Antiloco, Aiace, addio!
Anziché arrendersi all’anzianità, assuefatto all'adulterio, Agamennone avrebbe accumulato altri amori: avrebbe accontentato anche Artemide.

1 Gli scritti di Ateneo di Naucrati sono stati importanti per gli studi sulla omosessualità greca.